Gesù ci invita ad osservare il suo comandamento.
Nell’ultima cena Egli si dona a noi nel pane e nel vino, che diventano suo Corpo e suo Sangue. In questo tempo di Pasqua in moltissime parrocchie, anche nelle nostre, molti bambini e bambine si accostano per la prima volta all’Eucaristia.
Anch’essi sono chiamati a comprendere le parole di Gesù nell’ultima cena:
“Vi do un comandamento nuovo:
amatevi gli uni gli altri
come anche io ho amato voi”.
Gesù quindi non ci riconsegna tali e quali i comandamenti che Dio ha dato a Mosè sul monte Sinai. Infatti nel vangelo di Matteo lo troviamo a dire: “Avete inteso che fu detto… ma io vi dico…”. Quello che Gesù ci lascia è qualcosa di nuovo, ma che non cancella quello che è stato, ma ce lo fa comprendere in pienezza. “Non sono venuto ad abolire, ma a portare a compimento”.
Immaginiamo una bella casa, con le fondamenta belle forti e stabili: questa casa è quello che Dio ci ha detto nel tempo, lungo i secoli servendosi dei profeti, dei patriarchi, dei giudici. Ma questa casa non è ancora terminata.
Ci si accorge che manca qualcosa, che a volte è inabitabile o che qualcosa non va: pensiamo a tutte le pagine di violenza, di vendetta o castigo che leggiamo nella Bibbia. Come metterle insieme a quelle pagine di amore di Dio, di Provvidenza e conforto che troviamo a piene mani leggendo l’Antico Testamento?
Ecco: Gesù viene a completare, a raddrizzare alcuni muri, a aprire nuove finestre che permettono alla luce e all’aria di entrare. E ci lascia anche il suo progetto per migliorare le nostre vite: “Amatevi gli uni gli altri”. È sufficiente? Basta così? No! Egli aggiunge subito: “Come io ho amato voi”. Ecco il nuovo parametro per raddrizzare ogni cosa, ecco il segreto per comprendere chi è Dio e cosa ci chiama a fare quando preghiamo: “Sia fatta la tua volontà”. A prender su la nostra croce, ma non da soli, ma con Gesù. A saper perdonare come Lui, amare come Lui, aiutare e comprendere come Lui
don Vito