oggi concludiamo l’itinerario battesimale che ci ha portato ad incontrare la Samaritana e Gesù fonte di acqua viva, sorgente di ogni grazia; il cieco nato e Gesù Luce del mondo, che illumina ogni uomo in ricerca di Dio; oggi la risurrezione di Lazzaro e Gesù risurrezione e vita.
Gesù ama con cuore di uomo, ha chiamato a sé i discepoli, ha amato teneramente Maria e Giuseppe. Ma il vangelo ci racconta che aveva anche amici oltre ai discepoli: Lazzaro, Marta e Maria, che abitavano alle porte di Gerusalemme, a Betania. Il vangelo non ci racconta in che modo Gesù e queste due sorelle con il loro fratello Lazzaro abbiano stretto amicizia con Gesù, ma il modo in cui Marta si rivolge a Lui ci fa pensare ad una confidenza che affonda le radici in un’amicizia profonda e da lungo tempo.
Gesù mentre si trova distante da Betania viene avvertito da qualcuno che il suo amico Lazzaro è grave e sta per morire. Gesù arriva quattro giorni dopo la morte di Lazzaro. Maria piange in casa, Marta appena le dicono che sta arrivando Gesù gli corre incontro, ma non è un’accoglienza calorosa e commossa, ma risentita, ferita, delusa: “Perché Gesù non c’eri? Se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto”. Non è il grido, la domanda, il dubbio di ciascuno di noi? “Perché Gesù non hai fatto qualcosa? Se tu sei tanto buono perché non impedisci il dolore, la malattia, la morte? Se mi volessi davvero bene non devi farmi soffrire…” è un pensiero umanissimo, e Gesù lo sa, lo condivide, sente dolore nel suo petto quanto noi. Di fronte alla tomba dell’amico Lazzaro, Gesù scoppia in pianto. Non due lacrimoni. Piange. Senza vergognarsi e davanti a tutti. “Credi che tuo fratello risorgerà?” chiede Gesù. “Sì, ne sono certa, nell’ultimo giorno” dice Marta. Ma ecco un anticipo della forza di Gesù: “Lazzaro, esci dalla tomba”. È un richiamo anche a noi: “esci dalla tomba lugubre della vita senza speranza. Esci dalla tristezza che ti assorbe ogni energia. Esci dalle situazioni che spengono in te la gioia. Esci dalle situazioni di peccato che sono come una lastra pesante posta sul tuo cammino e ti impediscono di seguire Cristo risorto”. Fa’, o Signore, che io possa alzarmi e seguirti, che la vita che mi doni sia per Te.
don Vito