il vangelo di questa domenica ci propone le beatitudini secondo il racconto di san Matteo. Anche Luca le riporta, ma contrappone a quattro “beati” quattro “guai”.
In molte parrocchie le beatitudini si imparavano a memoria, per un certo periodo si sono usate anche per guidare l’esame di coscienza in preparazione alla confessione. Alcuni autori dicono che le beatitudini sono per il Vangelo, quello che i dieci comandamenti sono per l’Antico Testamento.
Matteo ci presenta Gesù che sale sul monte, così come Mosè aveva risalito il Sinai. Giunto in alto Gesù si siede, come facevano i maestri e si mette ad insegnare. Otto “beati” che ci aiutano ad andare oltre alle cose di questo mondo e alle sue difficoltà.
“Beati” ritorna più di 110 volte nella Sacra Scrittura. Che non si limita a indicare solo un’emozione, fosse pure la più bella e desiderata. Il libro dei Salmi, si apre con questa parola: “beato l’uomo che non percorre la via dei malvagi”.
Un autore ebreo del secolo scorso André Chouraqui proponeva una rilettura moderna di quel “beato”: significa “in cammino, in piedi, in marcia, avanti voi che non camminate sulla strada del male”, Dio cammina con voi.
Ci viene quindi da ripetere anche noi: Beati, avanti, non fermatevi voi ostinati nel proporvi giustizia, non lasciatevi cadere le braccia, non arrendetevi. Tu che costruisci oasi di pace, che preferisci la pace alla vittoria, continua, è la via giusta, non ti fermare, non deviare, avanti, perché questa strada va diritta verso la fioritura felice dell’essere, verso cieli nuovi e terra nuova, fa nascere uomini più liberi e più veri. Gesù mette unisce felicità con giustizia, per due volte, con la pace, la mitezza, il cuore limpido, la misericordia. Lo fa perché la felicità è relazione, si fonda sul dare e sul ricevere ciò che nutre, cura, custodisce, fa fiorire la vita. E sa posare una carezza sull’anima. E anche a chi ha pianto molto annuncia: Ricomincia, riprendi, il Signore è con te. Tu occupati della vita di qualcuno e Dio si occuperà della tua. Il bene non resta mai senza ricompensa.
don Vito